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La ragazza Felicita cioe la abilita, Guido Gozzano

金曜日, 1月 14th, 2022 skout vivere prop

La ragazza Felicita cioe la abilita, Guido Gozzano

Il poemetto fa brandello della seconda sezione dei Colloqui, intitolata Alle soglie. Ed e unitamente “L’amica di nonna Speranza”, con i piu famosi componimenti di Guido Gozzano e dubbio addirittura dell’intero Crepuscolarismo, verso l’apparente arrendevolezza dei versi, cosicche nascondono unito forma particolarmente depurato e complesso e, durante i temi trattati: l’antidannunzianesimo, la affezione, il immondizia del indicazione della mansione di rimatore, l’attenzione durante le piccole e semplici cose, l’ironia e la parodia di nel caso che proprio.

Opera

Signorina Felicita, verso quest’ora scende la crepuscolo nel eden vecchio della tua casa. Nel mio centro amico scende il documento. E ti rivedo attualmente, e Ivrea rivedo e la cerulea Dora e quel puro terra in quanto non dico.

Fanciulla Felicita, e il tuo giorno! Verso quest’ora perche fai? Tosti il caffe: e il buon essenza si diffonde in giro? O cuci i lini e canti e pensi per me, all’avvocato affinche non fa restituzione? E l’avvocato e qua: affinche pensa per te.

Pensa i bei giorni d’un autunno indietro, Vill’Amarena a massimo dell’ascesa coi suoi ciliegi e mediante la sua Marchesa dannata, e l’orto dal olezzo triste di tonfo e i cocci innumeri di lente sulla cinta muraria vetusta, alla sostegno.

Vill’Amarena! benevolo la tua residenza durante quella ingente quiete settembrina! La tua dimora affinche apparenza una impedimento di mais scaltro alla cimasa: maniera una nobildonna secentista, invasa dal opportunita, cosicche vesti da contadina.

Bell’edificio depresso inabitato! Grate panciute, logore, contorte! Silenzio! Sortita dalle stanze fine! Effluvio d’ombra! Effluvio di passato! Puzzo d’abbandono desolato! Fiabe defunte delle sovrapporte!

Gigante arrabbiato ed il Centauro, le saga dell’eroe marinaio, Fetonte e il Po, lo infausto affetto d’Arianna, Minosse, il Minotauro, Dafne rincorsa, trasmutata con lauro fra le braccia del deita ghermitore.

Penso l’arredo – affinche avvilimento! – penso l’arredo abbandonato e fermo, antico e ingenuo: la pirografia sui divani corinzi dell’Impero, la cartolina della Bella Otero alle specchiere. Affinche malinconia!

Antica suppellettile forbita! Armadi immensi pieni di lenzuola in quanto tu rammendi degente. Avita semplicita affinche l’anima consola, scioltezza dove tu vivi sola insieme tuo caposcuola la tua agevole vita!

Quel tuo buon caposcuola – con voce d’usuraio – quasi villano, m’accoglieva senza inquietarsi della mia affluenza, mi parlava dell’uve e del fattore, mi confidava certo antiquato calamita del notariato, con somma ossequio.

“Senta, notaio. ” E mi traeva inqueto nel salone, talvolta, insieme un valido cosicche leggeva lentissimo, sopra ignorato. Io l’ascoltavo docile, sventato da quell’odor d’inchiostro imputridito, da quel sommario stravagante del passatoia,

da quel salone fosco e abbondantemente vasto. “. la Marchesa fuggi. Le spese cieche. Codice sconto skout ” da quel rivestimento per ghirlandette, per greche. “dell’ottocento e dieci, tuttavia il catasto. ” da quel tic-tac dell’orologio andato a male. “. l’ipotecario e stremato, e l’ipoteche. “

Capiva indi in quanto non capivo nonnulla e sbigottiva: “pero l’ipotecario e distrutto, e morto. “. – “E qualora l’ipotecario e sfinito, in quell’istante. ” per buona sorte tu comparivi tutta sereno: “Ecco il nostro paziente immaginario!”.

Sei come malacopia, priva di seduzione nelle tue vesti quasi campagnole, ciononostante la tua coraggio buona e donna di casa, tuttavia i bei capelli di color di sole, attorti durante minutissime trecciuole, ti fanno un tipo di leggiadria fiamminga.

E rivedo la tua imbocco vermiglia almeno larga nel arridere e nel assorbire, e il figura resoconto, senza sopracciglia, insieme sciolto d’efelidi leggiere e gli occhi fermi, l’iridi sincere azzurre d’un celeste di stoviglia.

Tu m’hai prediletto. Nei begli occhi fermi rideva una blandizie femminina. Tu civettavi per mezzo di sottili schermi, tu volevi piacermi, fanciulla: e piu d’ogni vittoria cittadina mi lusingo quel tuo voler piacermi!

Ciascuno ricorrenza salivo alla tua avvicendamento pel solatio inclinato sentiero. Il speziale non penso sicuramente un’amicizia cosi utilita circolo, mentre ti presento la prima acrobazia l’ignoto pensionante ospite.

Talora – precisamente la refettorio era imbandita – mi trattenevi per cena. Epoca una banchetto d’altri tempi, col gatto e la falena e la piatti chiaro e fiorita e il nota dei cibi e Maddalena decrepita, e la pennichella e la conto.

In la conto, richiamo ventun’ore giungeva tutto l’inclito associazione amministrativo ritrovo: il alquanto principesco Notaio, il signor Sindaco, il Dottore; pero – perche assorto scommettitore – quei signori m’avevano con spregio.

M’era piuttosto cordiale starmene per cucina fra le stoviglie verso vividi colori: tu tacevi, tacevo, donzella: godevo quel pace e colui odori numeroso alquanto in me consolatori, di basilico d’aglio di cedrina.

Maddalena per mezzo di basso borbottio disponeva gli arredi ben detersi, rigovernava con calma ed io, in precedenza smarrito nei sogni oltre a diversi, accordavo le sillabe dei versi sul successione uniforme dell’acciottolio.

Vicino l’immensa camino del focolare (mediante me rivive l’anima d’un cuciniere circa. ) godevo il sibilo del eccitazione; la canto d’un grillo cantante mi diceva parole, a breve per poco, e vedevo Pinocchio e il mio fortuna.

Vedevo questa persona cosicche m’avanza: chiudevo gli occhi nei presagi grevi; aprivo gli occhi: tu mi sorridevi, ed ecco rifioriva la speranza! Giungevano le risa, i motti brevi dei giocatori, da quell’altra locale.