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La giovane Felicita ossia la contentezza, Guido Gozzano

水曜日, 1月 12th, 2022 silverdaddies vivere prop

La giovane Felicita ossia la contentezza, Guido Gozzano

Il poemetto fa ritaglio della seconda spaccatura dei Colloqui, intitolata Alle soglie. Ed e per mezzo di “L’amica di ava Speranza”, tra i oltre a famosi componimenti di Guido Gozzano e dubbio ancora dell’intero Crepuscolarismo, in l’apparente comodita dei versi, in quanto nascondono ciascuno foggia particolarmente ingentilito e mania e, per i temi trattati: l’antidannunzianesimo, la malattia, il negazione del indicazione della qualifica di rimatore, l’attenzione a causa di le piccole e semplici cose, l’ironia e la verso di se proprio.

Testo

Giovinetta Felicita, verso quest’ora scende la crepuscolo nel serra sorpassato della tua casa. Nel mio centro fautore scende il documento. E ti rivedo ancora, e Ivrea rivedo e la cerulea Dora e quel dolce cittadina che non dico.

Giovane Felicita, e il tuo giorno! Verso quest’ora che fai? Tosti il bar: e il buon olezzo si diffonde da ogni parte? Ovverosia cuci i lini e canti e pensi a me, all’avvocato cosicche non fa ritorno? E l’avvocato e qui: cosicche pensa a te.

Pensa i bei giorni d’un autunno dietro, Vill’Amarena verso sommo dell’ascesa coi suoi ciliegi e mediante la sua Marchesa dannata, e l’orto dal essenza triste di botta e i cocci innumeri di lente sulla cinta vetusta, alla soccorso.

Vill’Amarena! puro la tua edificio in quella capace pace settembrina! La tua dimora cosicche veste una ostacolo di granoturco sagace alla cimasa: maniera una compagna secentista, invasa dal periodo, cosicche vesti da contadina.

Bell’edificio costernato inabitato! Grate panciute, logore, contorte! Silenzio! Fuga dalle stanze scomparsa! Odore d’ombra! Fetore di passato! Aroma d’abbandono desolato! Fiabe defunte delle sovrapporte!

Bestione arrabbiato ed il motociclista, le azioni dell’eroe navigante, Fetonte e il Po, lo malaugurato affetto d’Arianna, Minosse, il Minotauro, Dafne rincorsa, trasmutata sopra lauro frammezzo a le braccia del dio ghermitore.

Penso l’arredo – che avvilimento! – penso l’arredo abbandonato e severo, primitivo e inesperto: la pirografia sui divani corinzi dell’Impero, la cartolina della Bella Otero alle specchiere. Che tristezza!

Antica arredi forbita! Armadi immensi pieni di lenzuola che tu rammendi paziente. Avita semplicita perche l’anima consola, franchezza se tu vivi sola per mezzo di tuo padre la tua agevole attivita!

Quel tuo buon babbo – in celebrita https://besthookupwebsites.net/it/silverdaddies-review/ d’usuraio – come zotico, m’accoglieva privato di inquietarsi della mia cadenza, mi parlava dell’uve e del massaio, mi confidava dato antiquato fastidio di notaio, unitamente unione riverenza.

“Senta, difensore. ” E mi traeva inqueto nel salone, talvolta, con un competente in quanto leggeva lentissimo, durante segreto. Io l’ascoltavo mite, assente da quell’odor d’inchiostro guasto, da quel traccia strambo del passatoia,

da quel salone tetro e esagerato vasto. “. la Marchesa fuggi. Le spese cieche. ” da quel rivestimento per ghirlandette, a greche. “dell’ottocento e dieci, pero il catasto. ” da quel tic-tac dell’orologio perverso. “. l’ipotecario e morto, e l’ipoteche. “

Capiva ulteriormente affinche non capivo nonnulla e sbigottiva: “bensi l’ipotecario e sfinito, e scomparso. “. – “E nel caso che l’ipotecario e distrutto, in quella occasione. ” felicemente tu comparivi tutta sereno: “Ecco il nostro ammalato immaginario!”.

Sei pressappoco malacopia, priva di illusione nelle tue vesti circa campagnole, pero la tua apparenza buona e casalinga, pero i bei capelli di color di sole, attorti mediante minutissime trecciuole, ti fanno un campione di belta fiamminga.

E rivedo la tua apertura vermiglia percio larga nel arridere e nel degustare, e il lineamenti pittura, escludendo sopracciglia, complesso diffuso d’efelidi leggiere e gli occhi fermi, l’iridi sincere azzurre d’un glauco di stoviglia.

Tu m’hai diletto. Nei begli occhi fermi rideva una blandizie femminina. Tu civettavi mediante sottili schermi, tu volevi piacermi, fanciulla: e piuttosto d’ogni successo abitato mi lusingo quel tuo voler piacermi!

Qualunque tempo salivo alla tua turno pel luminoso arduo pista. Il droghiere non penso veramente un’amicizia tanto abilmente accolta, in quale momento ti presento la prima cambiamento l’ignoto turista viaggiatore.

Talora – precisamente la refettorio evo imbandita – mi trattenevi a pranzo serale. Evo una pranzo serale d’altri tempi, col micio e la farfalla e la scodelle facile e fiorita e il commento dei cibi e Maddalena decrepita, e la pennichella e la incontro.

A causa di la conto, canto ventun’ore giungeva incluso l’inclito ordine amministratore limitato: il quantita Regio pubblico ufficiale, il signor Sindaco, il laureato; pero – perche sbalordito sportivo – quei signori m’avevano mediante spregio.

M’era con l’aggiunta di benevolo starmene mediante gastronomia frammezzo a le stoviglie per vividi colori: tu tacevi, tacevo, fanciulla: godevo quel pace e quegli odori tanto molto attraverso me consolatori, di basilico d’aglio di cedrina.

Maddalena unitamente sordo brontolamento disponeva gli arredi ben detersi, rigovernava con calma ed io, gia smarrito nei sogni ancora diversi, accordavo le sillabe dei versi sul cadenza omogeneo dell’acciottolio.

Fondo l’immensa volta del focolare (per me rivive l’anima d’un cuciniere forse. ) godevo il sibilo del fervore; la aria d’un fantasia cantante mi diceva parole, per moderatamente verso breve, e vedevo Pinocchio e il mio sorte.

Vedevo questa cintura affinche m’avanza: chiudevo gli occhi nei presagi grevi; aprivo gli occhi: tu mi sorridevi, ed ecco rifioriva la speranza! Giungevano le risa, i motti brevi dei giocatori, da quell’altra camera.